Barlocchetti: giusto controllare, non gridare subito al drone
[embed]https://www.youtube.com/watch?v=dHxXGnY5vuU[/embed] [fusion_separator style_type="none" hide_on_mobile="small-visibility,medium-visibility,large-visibility" class="" id="" sep_color="" top_margin="" bottom_margin="20" border_size="" icon="" icon_circle="" icon_circle_color="" width="" alignment="center"][/fusion_separator]L’oggetto che lunedì 1 aprile volava sopra Malpensa e a causa del quale sono stati dirottati quattro aerei non è detto che fosse un drone. A insinuare il dubbio, in apertura della manifestazione Dronitaly, a Milano il 4 e 5 aprile, è Sergio Barlocchetti.
“A Malpensa è accaduto che un pilota in atterraggio ha segnalato la presenza di un oggetto, che per varie ragioni è stato accomunato all’idea che potesse essere un aeromobile a pilotaggio remoto, quello che noi chiamiamo drone. Immediatamente sono state sospese le operazioni di volo e non è stato possibile utilizzare quella pista, finché la bonifica non ha chiarito che non c’era niente. Giusto eseguire la bonifica e controllare, sbagliato gridare immediatamente al drone”
ha spiegato Barlocchetti.
“Ricordiamo - ha aggiunto l’ingegnere - che quanto successo a Londra prima di Natale sta ancora aspettando un colpevole. È veramente difficile dimostrare che gli oggetti avvistati siano poi effettivamente droni, ma i danni generati dall’allarme sono ingenti: a Londra siamo intorno ai 2 milioni di sterline e non si sa Ancora a chi dare la colpa”.
Secondo Barlocchetti, quindi, c’è un allarmismo eccessivo rispetto ai droni, dovuto a “varie ragioni: intanto - ha spiegato - c’è un’opinione pubblica che è ancora spaventata dall'arrivo di queste macchine automatiche, siano esse a terra, i famosi taxi senza autisti, o in volo. E c’è chi ha speso tanti soldi per realizzare sistemi anti-drone in grado di garantire la sicurezza e ora deve venderli. Di conseguenza ci sono svariati motivi che spingono verso una situazione così instabile di allarmismo”. “La realtà invece è molto diversa: 3.000 operatori circa in Italia e un mercato che si sta aprendo, per dare dei servizi alla collettività, basati appunto sul fatto che sia una macchina volante automatica, che estende i nostri sensi o trasporta qualcosa”.
[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]